Fin dalla prima lettura, il romanzo di C. E. Gadda “Quer pasticciaccio brutto di via Merulana” mi colpì per il fatto di dar vita ad un teatro metarappresentativo. “Ritratti di luce e di tenebre” ricalca le dinamiche del romanzo. Non si tratta di musica descrittiva in senso stretto: in questo caso non si descrivono scene, fatti o avvenimenti.

La musica è per una rappresentazione immaginaria. Una composizione siffatta tiene certamente di conto di esigenze sceniche e di punti culminanti della storia, di momenti in cui i cantanti cantano e momenti di sola musica.